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Italia e il Sud della Russia

1. Introduzione/ Premessa

L’Italia ha sempre esecitato una notevole influenza sulla aristocrazia e «intellighenzia» russa: artisti, scrittori, studiosi, e attraverso loro sulla cultura russa. Ma nel periodo dopo abolizione della servitu’ della gleba nel 1861 un grande interesse per L’Italia e la sua cultura e’ diventato un segno principale della vita sociale in Russia, anche ceto mercantile: piccoli borghesi e negozianti russi (molti figli dei contadini) si sono messi a interessarsi di Italia e del suo patrimonio culturale. Famiglie famose come Morosov, Mamomtov, Djaghilev ecc. che rappresentavano il cosidetto terzo stato viaggiavano spesso in Italia e sono stati i primi «fiorentini russi’ aver iniziato la tradizione del mecenatismo. E’ cominciato un periodo della cultura russa il quale viene chiamato dagli storici «quasi-mediceo». Un settimanale politico e letterario «Russkoje obosrenie» ha scritto nel 1876: «L’Italia era sempre un terra promessa per la Russia, per la sua parte intelettuale. I nostri artisti, i nostri poeti sempre cosideravano l’Italia la loro seconda patria. L’atteggiamento dei russi verso l’Italia hanno rappresentato il lato piu’ ideale dei nostri rapporti con l’Europa occidentale... Il Risorgimento italiano e’ caduto del periodo della rinascita della Russia. Gli anni importanti per la storia italiana erano nello stesso tempo gli anni del rinnovamento e rifiorimento del popolo russo». E’ noto anche a tutti come erano stretti i rapporti tra i revoluzionari russi e garibaldiani in Italia.

2. Qualche parola sulla storia

L’esportazione del grano dalla Russia meridionale ha una lunga tradizione. Ancora nel Medioevo in Bizanzia la zona di steppa settentrionale del Mare Nero e Mare d’Azov era considerata la fonte dei prodotti alimentari, in primo luogo del grano e del pesce. Gia nel 1247 negozianti genovesi esportavano dal porto di Tana (oggi Azov) grano saraceno, frumento, pesce salata, caviale. Nel Quattrocento negozianti veneziani portavano dalla regione del Don frumento, pane, pesce dell’acqua dolce, cera.

Nel Settecento il governo russo si e’ messo a colonizzare nuove terre nella zona di steppa del fiume Don e fiume Cuban. Nello stesso tempo venivano valorizzate le nuove varieta’ di frumento resistenti alla siccita’ e all’arsura. Nel circondario di Taganrog il frumento piu’ diffuso e popolare era «arnautka» (chiamata anche gornovka, beloturca e kubanka) che preferiva suolo secco e caldo e che possedeva un grano duro e lungo. Nel circondario di Taganrog e Mariupol (che oggi appartiene all’Ukriana) le raccolte erano favolose, cio’ non richiedeva molti sforzi e la terra veniva poco lavorata (pero’ si trattava delle terre nuove vergini nell’ arco dei primi 4-5 anni).

Gli anni 70-90 dell’ Ottocento erano un’epoca d’una parte di sviluppo crescente di rapporti commerciali tra Russia e Italia e dell’altra parte un periodo di aumento della produzione di grano in Russia (inclusa l’area della Russia del sud). A partire dal 1880 la direzione meridionale in traffico del grano in Russia diventa pricipale. Attraverso i porti di Rosrov, Taganrog, Azov, Novorossijsk, Jejsk e Mariupol venivano esportati grandissimi volumi del grano nei paesi del Mediterraneo, in pima linea in Italia (nonche’ in Francia, Grecia, Spagna). Il primo danno sull’industria e sull’esportazione di grano ha recato la Prima Guerra Mondiale. Dopo la Grande Rivoluzione d’Ottobre nel 1917 l’esportazione del grano e’ cessata il cio’ ha influenzato in modo negativo anzi grave lo sviluppo del grano duro in Russia.

3. Sul grano duro

Prima del 1917 cioe’ prima della la Russia era la piu’ grande esportatore del grano nel modo ma anche prima della Seconda Guerra Mondiale L’Unione Sovietica restava un gran produttore del grano duro di alta qualita’. Ora le seminagioni di questa cultura cerealica sono concentrate nell’area di Volga, degli Urali meridionali, nella Siberia occidentale, nella Regione dell’Altai e nel Caucaso del Nord (cioe’ nella regione di Don, steppe del Mare d’Azov ecc).

Adesso 82 % da tutte le semenagioni ceraliche in Russia spettano al grano morbido. Gli scienziati sovetici hanno intradotto diverse varita’ dei cereali morbidi vernini (autunnali e d’inverno): besostoja, rostovcianka, mironovskaja 808 ecc. Dunque nel secondo dopoguerra il grano morbido ad alta produttivita’ ha «sloggiato» il grano duro.

Ma in tempi non tanto remoti nelle terre fertili del Don venivano coltivato principalmente il grano duro in primo luogo grano primaverile. Esso ha sempre trovato smercio sia in Russia che all’estero. Ancora nel 1862 Dshuric ha scritto: «L’articolo principale dell’esportazione dal porto di Taganrog e’ senza dubbio „arnautka“ (grano duro) che viene venduta come la sorta piu’ costosa nel mercato granario all’estero». Arnautka era presentata da diverse varieta’: gornovka, beloturca e kubanka. Tutte erano buonissime. Ma una varieta’ era particolarmente richiesta dagli importatori italiani ed e’ diventata piu’ riconosciuta al mercto mondiale dei cereali. Era insuperabile per la produzione delle paste. Dato che veniva esportata principalmente dal porto di Taganrog gl’italiani l’hanno chiamato «la pasta Taganrog». Uno studioso storico italiano Vincenzo Agnesi ha scritto (tradotto dal russo): «Il frumento famoso Taganrog era indubbiamente il re del grano per la pasta. Ad esempio, dalla Liguria a New-York veniva esportata solo la pasta fatta dal grano Taganrog. Una soprascritta „prodotto dal grano Taganrog“ era considerata una garanzia della migliore qualita’ della pasta».

A proposito, anche in Russia furono fondati molti pastifici. Nel 1913 — anno confinario per l’industria russa esistevano gia piu’ di 40 fabbriche che producevano 30.000 tonnelate della pasta all’anno.

4. La base economica e politica del commercio tra la Russia e l’Italia

I rapporti russi-italiani commerciali venivano regolati sulla base dell’Accordo del 1863. Questo trattato ha stabilito l’inizio del «commercio recipprocamente favorevole tra La Russia e l’Italia».

Negli anni 1860-84 dell’Ottocento l’Italia portava il grano solo dalla Russia.

Negli anni 1885-1917 il concorrente europeo di Russia al mercato granario era Romania, l’altro concorrente nel settore erano gli Stati Uniti. Pero’ il volume del grano importato dalla Russia non e’ comparabile con quello dalla Romania e tanto piu’ con quello dagli USA. Negli anni 1893-1897 il volume del frumento esportato in Italia dalla Russia faceva — 89.5 % , la quota della Romania era 6,3%, degli Stati uniti — 0, 2%. Gli italiani apprezzavano sempre le qualita’ naturali del frumento russo — il famoso grano «Taganrog». Tutti i tentativi degli americani di fare concorrenza al grano russo nel mercato italiano erano falliti.

Negli anni 80 dell’Ottocento il livello delle esportazioni del grano russo in Italia e’ notevolmente calato. C’erano due ragioni principali. Primo, l’Italia ha cominciato la politica di protezionismo agrario e ha alzato il dazio d’entrata moltissimo, secondo, si e’ accentuata la lotta tra i concorrenti nel settore. In Russia a quei tempi non esisteva il dazio doganale ma in Italia la tariffa era altissima: prima del 1887 faceva 8 copechi metallici al pud (vecchia misura russa equivalente a 16, 38 kg), dopo aprile 1887 faceva gia 18, 4 copechi metallici al pud. Per questo invece di dichiarare Italia come punto di destinazione negozianti russi dichiaravano altri paesi. E anche forse per questo i dati russi riguardanti esportazione-importazione del grano non corrispondono a quelli italiani. E’ evidente una gran divario tra i dati: l’esportazione del grano duro dalla Russa in Italia faceva 15% da tutta l’esportazione russa (inclusa in Francia, Grecia, Spagna) e l’importazione del gran duro russo in Italia faceva 90% da tutta l’importazione del grano in Italia.

Tra altri modi della lotta al mercato si puo’ citare metodo di non riconoscere la qualita’ del grano importato. Ad esempio, a Genova il grano russo era multato per non corrispondenza dei campioni alla qualita’ necessaria ma le fonti russe affermavano che genovesi aggiungevano spazzatura, pietre ecc. nel grano importato. Ma nonostante tutto questo la Russia era sempre l’importatore principale del grano duro in Italia.

Un altro dettaglio espressivo. All’inizio del Novecento gli USA portavano gli eccessi della loro frumento in Italia e nello stesso tempo ci compravano la pasta, ad esempio, nel 1908 hanno comprato 2 milioni pud della pasta fatta dal grano duro russo.

Negli anni 90 il livello del grano duro russo importato in Italia e’ di nuovo aumentato. Il grano «Taganrog» proveniente dal Sud della Russia restava insuperabile.

AnniMille di pud (cioe’ 16380 kg) del grano duro
1860 — 1864 18100
1865 — 1869 26860
1870 — 1874 36099
1875 — 1879 32590
1880 — 1884 28300
1885 — 1889 101273
1890 — 1894 121325
1895 — 1899 135161

5. Il porto di Taganrog e la presenza italiana nel Sud della Russia

Il porto di Taganrog (Mare d’Azov) ha sempre avuto un ruolo importante nel commercio estero russo incluso il commercio con l’Italia. Nell’Ottocento Taganrog era la citta’ piu’ significativa di Rostov sul Don (la capitale russa meridionale d’oggi). Nela citta’ di Taganrog il commercio era concentrato nelle mani degli stranieri. A Taganrog vivevano moltissimi stranieri tanto e’ vero che ci sono stati consolati di 13 Paesi: Italia, Francia, Grecia, Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Persia (Iran), Turchia, Svezia ecc.

All’inizio del Novecento a Taganrog una delle case commerciali piu’ rinomate apparteneva agli italiani e si chiamava «Fratelli Sifoneo». Una casa piu’ famosa a Rostov sul Don che apparteneva agli italiani si chiamava «Societa’ commerciale Florio». Quattro dei sette pastifici di Rostov avevano tra soci cittadini italiani.

Tra gli negozianti-esportatori nella citta’ di Taganrog si possono citare gl’italiani, alcuni dei quali si sono naturalizzati in Russia: Domenico Velio (1882), Ferro Maristo (1884), Pietro Ragioni (1884), Carlo Cosmai (1884), Rossetto, Antonio Scicoti (1885), Anton e Ivan Russo. A Taganrog un certo Moscetti, italiano, era titolare del pastificio nella quale sono state prodotte nel 1913 le paste alimentari per 100 mila rubli.

Secondo i dati dell’ anno 1891, le navi che portavano la famosa pasta «Taganrog» dal porto di Taganrog si chiamavano: «Madonna della Costa», «Perseverante», «Sicilia», «Lasarito», «Aquila», «Fratelli Prinzi», «Linda».

Riferimenti/ Bibliografia

  • Settimanale «Russkoje obosrenie» , 1876
  • Taganrog. Saggio storico-geografico. Ne e’ fresco il ricordo... Taganrog
  • Archivio statale della regione di Rostov. Fondo 579
  • Quotidiano «Priasovskij Krraj», 1891
  • V.A. Solotov. Esportazione del grano attraverso I porti dei Mari Nero e d’Azov negli anni 1860 — 1890. Casa editrice RGU, 1966.
  • I.I. Kaufman Informazione sul commercio internazionale cerealicolo. Italia. Esportazione ed importazione dei prodotti principali di agricoltura nel arco degli anni 1884-1910.
  • V.I. Kasperov. I prezzi per il grano nel mercato mederno granario. San Pietroburgo, 1895.
  • A.K. Broshniovskij. Condizioni dello smercio del gano russo all’estero. Praga, 1914.
  • Drushic N. Dell’importanza del territorio meridionale per la Russia". 1862 году
  • I. Scelkunov. Saggio della Regione dei Cisacchi del Don, 1912.
  • Astafjev, Cekhovic. 1909

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